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PARMA VINTAGE

PARMA VINTAGE

“More than a fashion exhibition”

Così si descrive l’evento di Parma Vintage che quest’anno per la sua IV edizione ha scelto una location davvero prestigiosa ed esclusiva. Quale poteva essere il luogo migliore per ospitare un evento così importante se non il Grand Hôtel des Thèrmes, ad oggi conosciuto come il Palazzo dei Congressi situato in Viale Romagnosi 7 a Salsomaggiore Terme. L’edificio in stile liberty e art déco, fu commissionato nel 1898 dalla Società Magnaghi all’architetto milanese Luigi Broggi, che già in fase di progettazione si avvalse della consulenza dei celebri albergatori svizzeri César Ritz ed Alfonso Pfyffer, i quali lo gestirono fin dall’inaugurazione del 1901 e nel 1910 ne divennero proprietari. L’edificio si presentava come un modernissimo albergo con 300 stanze riscaldate da termosifoni, con tutte le tecnologie più avanzate per l’epoca; il complesso, posto all’interno di un grande parco con campi da tennis, rappresentava la più grande e prestigiosa struttura ricettiva d’Europa, tanto che per anni ospitò la Regina Margherita di Savoia, Gabriele D’Annunzio, la zarina Aleksandra Fëdorovna Romanova e donna Franca Florio.

L’evento di quest’anno si è svolto il 22/23/24 settembre 2017 esibendo una vasta collezione di abiti e accessori vintage in perfetta linea con le nuove tendenze di questo autunno/inverno, perché come diceva Coco Chanel “la moda passa, lo stile resta!”. Perché di fatto la moda è contemporaneamente l’essere e non essere, si trova sempre sullo spartiacque fra passato e futuro riflettendo allo stesso tempo il periodo in cui vive e ci dona un senso del presente così forte da superare e reinventare la nostra visione del quotidiano e di noi stessi. Importante quindi per noi il riferimento al passato per ricercare noi stessi in una visione diversa da quella contemporanea.

Il progetto Parma Vintage nasce in Bi&Bi Comunicazione, agenzia di Colorno (PR) che si occupa di pubblicità, comunicazione, organizzazione eventi. Bi&Bi ha una struttura snella e versatile, con ufficio grafico/pubblicitario interno e ufficio stampa rivolto sia ai media tradizionali sia a web/social media. Dal 1999 l’agenzia collabora con Istituzioni e Aziende e si è specializzata nell’organizzazione eventi (manifestazioni istituzionali, mostre, meeting aziendali, appuntamenti eno-gastronomici e mercatali). Il progetto-evento può essere commissionato dal cliente oppure ideato dal loro team creativo/strategico.

Nel settore vintage in particolare, Bi&Bi Comunicazione ha dato vita a due eventi completamente autoprodotti con format originali di grande successo:

– la Fiera settimanale del Vintage e antiquariato, il primo mercato di questo genere a cadenza settimanale, che dal 2011 si svolge in Piazza Ghiaia tutti i martedì con immutato gradimento.

Parma Vintage, un doppio appuntamento stagionale (Autunno/Inverno e Primavera/Estate) che riunisce i più importanti operatori italiani del settore, con l’obiettivo di uscire anche dai confini nazionali.

 PARMA VINTAGE è la più grande novità italiana nel settore, una mostra-mercato d’eccellenza dedicata alla moda e al design d’alti tempi.

Bi&Bi Comunicazione è ideatrice ed organizzatrice dell’evento in collaborazione con A.N.G.E.L.O. Vintage Palace, che all’interno dell’evento di quest’anno ha realizzato una mostra rappresentativa dall’ influnza orientale nel mondo occidentale espressa attraverso l’abbigliamento. Angelo Caroli, fondatore di A.N.G.E.L.O. Vintage Palace ha espresso il messaggio del progetto di Parma Vintage creando nella sua mostra veri e propri outfit ispirati alla cultura orientale legata all’abbigliamento come specchio interiore della persona che lo indossa, il risultato è stato la trasformazione in opere d’arte.

 Un format unico nel suo genere quello di PARMA VINTAGE

Rispetto alle altre e numerose manifestazioni del settore, si differenzia per numerosi aspetti.

– Selezione espositori nazionali e internazionali, all’evento partecipano solo espositori d’eccellenza, con i  migliori abiti e accessori d’epoca, luxury, grandi firme e capolavori sartoriali, modernariato e design. Per l’edizione 2015 è stata prevista anche una selezione di espositori internazionali.

– Sposa vintage in esclusiva – Parma Vintage è stata la prima manifestazione nazionale a dedicare un’intera sezione alla sposa, con tutto l’occorrente per un total look vintage e una cerimonia in stile coordinato (trucco e acconciatura, supporto wedding specialist, auto d’epoca ecc.). L’esclusiva per la sposa ha sollecitato l’interesse di un pubblico numeroso e con possibilità di spesa, accontentando le future spose che hanno potuto scegliere abiti da collezione a prezzi prêt-à-porter.

 –  Eventi collaterali per ricreare un’atmosfera vintage – Parma Vintage non offre solo una mostra-mercato di qualità, ma è anche l’unica manifestazione del settore a ricreare una vera atmosfera vintage con i propri eventi: sfilata, esposizione di auto storiche, dimostrazioni di ballo vintage, intrattenimento musicale, free-shooting con abiti d’epoca, vintage photo-booth e molto ancora. Particolarmente apprezzata è l’accuratezza nella scelta del catering, motivo di forte richiamo turistico e vocazione naturale del  territorio che ha reso Parma capitale della buona tavola.

Partecipando a questo evento, la mia impressione generale è stata quella di trovarmi difronte a un progetto molto grande volto non solo alla volontà di far conoscere e apprezzare l’old fashion al pubblico ma anche a mutare la propria concezione e di stile in favore non a ciò che è la tendenza, ma a ciò che ci rappresenta.  

Ho avuto la possibilità di ammirare sofisticati capi vintage e dialogare con tutti gli espositori confrontandomi con loro sulle idee,  il lavoro e perchè no, anche sulle personali impressioni relative al progetto racchiuso in Parma Vintage.

Ci tengo a riportarvi qui sotto le interviste che ho realizzato a due espositori che in particolare mi hanno colpito.

INTERVISTA A Katuscia Streetchic Pelizzola

P- “Piacere sono Paola Pecorari, creatrice di Pink Sheep. Ti andrebbe di parlarmi della tua attività?”

K- “Certamente.  Il nostro logo, Street Chic,  rappresenta lo chic di strada,  perché questo richiama le nostre origini, siamo nati dalla strada. All’inizio abbiamo fatto anche dei mercatini di basso livello, nel tempo siamo evoluti sempre di più con tanto lavoro e determinazione, adesso le nostre collezioni si possono trovare in tanti negozi che serviamo e specialmente nel nostro Store a Passirano (BS) in Via Libertà 51 di nome Garage. Il nome nasce perché quando siamo nati il nostro laboratorio e la nostra rivendita era nel garage di casa.”

P- “Quale è stato il credo che vi ha spinto a dare vita al vostro marchio?”

K-  “Distruggere il concetto di moda per come è adesso, nel senso che se noi prendiamo tutti i marchi più blasonati, da Armani a Dolce Gabbana ecc…, tralasciando gli abiti della sfilata, le collezioni sono tutte riproposte dalle grandi catene. Ad esempio, a me piace una giacca di Armani ma da ZARA la trovo pressoché identica a 30 euro perché la ripropongono, questo vuol dire che la moda non ha più senso!  Se i capi presentati nell’ alta moda sono così soggetti alla copia, noi vogliamo distruggere questo circolo vizioso e con orgoglio ci chiamiamo gli anti-moda. Se noti le linee dei nostri capi sono tutte morbide, asimetriche, larghe e destrutturate… sono tutti tagli particolari e sopratutto  personali, visto che ogni capo è unico e fatto a mano.”

P- “Mi hanno molto colpito le scarpe che hai esposto, vuoi parlarmene?”

K- “Le scarpe che abbiamo in esposizione non sono di nostra fattura e ideazione, siamo sempre alla ricerca di designer che oltre a un gusto che si sposi bene con il nostro concetto di vestiario abbiano un’ abilità artigianale.  Tutte le scarpe sono quindi artigianali e scelte in base al nostro gusto!”

P- “Cosa diresti ai miei seguaci? Perché dovrebbero scegliere il tuo marchio?”

K- “Dovrebbero scegliere il nostro marchio per un semplice motivo, l’unicità. Avrebbero un prodotto italiano, artigianale, con buoni materiali, fatto a mano e che non possiede nessun’ altro! Dico: nel bene o nel male i soldi li dobbiamo spendere per vestirci, tanto vale farlo per una cosa che ho solo io e che è fatta su misura per me!”

P- “Condivido in pieno il tuo discorso! Un’ ultima domanda: cosa ti ha spinto a partecipare a questo evento?”

K- “Il fatto che nasciamo da mercatini piccoli, poi piano piano ci siamo spinti di più verso mercati sempre più importanti fino ad arrivare alle maggiori realtà qui in Italia come La Leopolda a Firenze o il Fuorisalone a Milano. Questo evento vintage ha una portata internazionale, sono eventi molti importanti e seguitissimi.”

P- “Quanto è importante il vintage per voi? Dare un riferimento al passato della moda?”

K- “Il vintage è sempre importante, nel senso che se tu ci pensi tutto quello che doveva essere inventato è stato inventato. Quindi tante volte è meglio cogliere idee dal passato, non solo quello recente ma anche dal vero passato. Se noti alcuni nostri bustini hanno dei riferimenti ottocenteschi.  Quindi riprendere dal passato quello che a noi piace è importante al fine però di inserirlo in un contesto iper-moderno, è questo che definisce il nostri capi in una maniera tutta nuova.”

INTERIVISTA A GIORGIO TROCCHI specializzato in alta pellicceria

P- “Sono sempre stata un’amante delle pellicce, ti prego raccontami della tua attività e soprattuto da quale passione è nata.”

G – “Mi chiamo Giorgio Trocchi e abito nel centro di Ferrara, ho iniziato l’attività di pelletteria perché sono innamorato delle pellicce. Inizialmente comincio ad affacciarmi a questo mondo acquistando delle pellicce vintage trasformandole. Le trasformavo in smanicati, giacche, giacchettine con cappuccio ecc. Da lì piano piano mi sono inserito nell’attività di pelletteria capendo come funzionava. Importante è capire il motivo per cui una pelliccia è più pregiata di un’altra. Ad esempio, prendendo la stessa tipologia di pelliccia perché un visone ha una qualità migliore di un’altra. Ho iniziato ad apprendere successivamente  le varie tipologie di conciatura e sistemazione di una pelliccia e ad affacciarmi anche all’ allevamento dell’animale stesso. Diffidate dai video che circolano online, l’animale per fare una buona pelliccia deve essere trattato e curato molto bene, non esiste che venga maltrattato, bastonato e scuoiato vivo. Ripeto, ho iniziato prendendo pellicce usate per trasformarle, poi mi sono logicamente interessato e informato su come venivano trattati gli animali essendone un’amante.”

P- “Qual’è il mercato delle pellicce in Italia?”

G- “In Italia siamo i migliori conciatori del mondo, sopratutto a Napoli  e Prato. Una volta la pelliccia, parliamo di 50/70 anni fa, veniva conciata in un certo modo e manteneva la cotenna , la parte solida della pelliccia, molto più spessa di ora perché all’epoca faceva più freddo di adesso. Ora con il cambiamento del clima sulla penisola le conciature delle pellicce cambiano, la pelliccia viene alleggerita. Una volta addirittura a causa del forte freddo le pellicce avevano imbottiture di ovatta e ciò le appesantiva molto. Oggi noi togliamo tutte queste imbottiture e cerchiamo di allegerirla il più possibile, in modo da renderle portabili. Le trasformazioni che realizziamo di più sono gli smanicati. Ad oggi lo smanicato è il capo di pelletteria che si utilizza di più, indossabile per quasi 4/5 mesi l’anno perché appunto lo si può usare sopra altri capi come una giacca. La pelliccia lunga invece è molto elegante, però purtroppo ha un utilizzo molto limitato nel nostro Paese che si riduce a un paio di mesi. Abbiamo inizato a fare giacchettine corte o a 3/4 con una aggiunta significativa, il cappuccio.  Questa scelta nasce dalla consapevolezza che nel contemporaneo crea qualcosa di giovanile sia in chiave elegante che sportiva, un bel modo per rendere al passo con i tempi delle pellicce riutilizzate. Purtroppo in Italia fra la gente c’è poca conoscenza delle pellicce, e sopratutto tanta disinformazione. Una persona comune conosce di solito in media solamente 2/3 varietà. Ad esempio la marmotta è un bellissimo animale con una bellissima pelliccia ma è poco conosciuta, anche l’opossum del canada  che ha pelliccia caldissima è sconosciuto alla clientela, e di altri esempi ce ne sarebbero una marea da fare!”

P- “Le pelliccia non passano mai di moda, sono ancora un trend quest’anno, lei per quale motivo è così innamorato di questo capo d’abbigliamento senza età?”

G- “Io ne sono innamorato perché credo che la pelliccia sia molto ecologica. Al di là di quello che dicono il motivo per cui sostengo questo è molto semplice: la pelliccia tu la smaltisci in 200 anni se la getti e non inquina. Se invece utilizzi qualcosa di sintetico fatto con il petrolio quel capo purtroppo non lo smaltirai mai inquinando l’ambiente. In più è un capo sempre elegante e duraturo nel tempo, tu puoi risistemarlo e farlo durare più di 100 anni, può quindi essere tramandato dalla madre alla figlia, dalla figlia alla nipote e così via. Stiamo parlando di un capo che se trattato bene può durare moltissimo tempo e raccontare una storia, io faccio sempre il paragone con i nostri capelli: hanno bisogno del loro limite di umidità, di togliere il grasso dello smog.  Per non parlare della cute che ha bisogno della giusta umidità, non eccessiva, sopratutto in estate perché non si secchi e si rompa.”

Tanti sono stati gli espositori presenti e mi dispiace veramente non avere avuto il piacere di conoscere e confrontarmi con tutti loro. 

 Ho scoperto espositori come i titolari di Gigolé che del loro negozio a Chiaravalle (AN) hanno fatto un baluardo di stile e arte dando possibilità anche a giovani creativi di esporre i loro lavori in una apposita area adibita a galleria. Ho appreso che l’innovazione nel mondo della moda non esiste solamente nelle maison quando parlando con il titolare  di Giratempo Vintage mi ha svelato la tecnica con cui realizza i suoi jeans in stile biker, acquistabili in centro a Firenze. Mi sono commossa di fronte al racconto d’amore che Giorgio Trocchi prova verso la sua attività di pellicciaio difendendo come riportato nell’intervista la pelliccia come un capo elegante, ecologico e sopratutto duraturo. Infine ho provato orgoglio quando ho intervistato i ragazzi di Garage e Street Chic miei conterranei che dalla provincia di Brescia vogliono imporsi come contro-moda al fine di essere unici per chi non vuole massificare il proprio stile ma distinguersi.

Un evento veramente ben organizzato e stimolante a cui non potete mancare, e a cui io non mancherò!

Quest’anno è stato per me frustrante non aver partecipato a tutte le attività realizzate dall’evento distribuite nei tre giorni, come la presentazione del libro “Swing Baby, Swing” di Norma Miller seguito dal suo concerto o la partecipazione al Talk Show e successiva sfilata in tema “Icone di stile”, puro riferimento a quando il cinema e la moda si fondono insieme! 

Per questo motivo l’anno prossimo ho intenzione di non perdermi neanche un giorno di questo evento, lo trovo estremamente interessante e sopratutto stimolante per tutti gli amanti del fashion in generale e sopratutto del vintage, i veri amanti della moda non possono non apprezzare e rimanere colpiti da questa iniziativa.

Rivedo nel credo di Parma Vintage il credo del mio blog, il fondare il proprio stile su due basi, come specchio del nostro aspetto interiore e sull’ispirazione che può essere benissimo anche dal passato.

Per comprendere meglio il progetto di Parma Vintage vi invito a leggere l’intervista di Cristina Vanoli Project Manager di Bi&Bi Eventi

Intervista a Cristina Manoli Project Manager di Bi&Bi Eventi

 

Spero che questo articolo vi sia piaciuto

Un bacio dal Team Pink Sheep e Parma Vintage

 

 

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