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HONOREM GIANNI VERSACE

HONOREM GIANNI VERSACE

Grande amante della classicità, carismatico e creativo.

 Mai ha negato la sua ispirazione all’arte della Magna Grecia, culla del sapere mondiale.

In un’intervista rilasciata nel 1992, Gianni disse: « Reggio è il regno dove è cominciata la favola della mia vita: la sartoria di mia madre, la boutique d’Alta Moda. Il luogo dove, da piccolo, cominciai ad apprezzare l’Iliade, l’Odissea, l’Eneide, dove ho cominciato a respirare l’arte della Magna Grecia. »

Non a caso il marchio Versace ha come simbolo la Medusa, quasi a testimoniare la classicità della sua moda! 

“Chi si innamora della Medusa non ha scampo” Così Gianni Versace descriveva il proprio marchio che ancora oggi a 20 anni dalla scomparsa del suo fondatore, rappresenta nell’universo fashion una delle griffe italiane più amate del mondo. Una donna che ammaliava, anzi, pietrificava con lo sguardo. Una moda che nella stessa maniera ha stregato e continua a sedurre donne e uomini, noti e meno noti, tutti innamorati del colore e della provocazione delicata e mai volgare dei marchi Gianni Versace, Versus e delle linee di accessori.
Alla base un forte legame familiare e industriale. Tre fratelli, Gianni e Santo Versace prima e la piccola di casa, Donatella, poi.

TUTTO Iniziò NEL 1976…

 Allora  Gianni era un brillante ed estroso trentenne (con però già alle spalle collaborazioni con Genny e Alma). Si Trasferì da Reggio Calabria a Milano e fondò col il fratello di due anni più grande l’impresa che porta il suo nome, appunto “Gianni Versace”.

Un’azienda alla conquista del mondo.

Una moda che rivoluzionerà lo stile.

Nel 1979 i fratelli Versace vogliono niente meno che Richard Avedon per gli scatti delle campagne pubblicitarie.

Inizia l’ascesa…

I ricchi anni Ottanta sono il terreno fertile per l’esuberante creatività di Gianni che lancia la pelle trattata, le coloratissime sete stampate e i motivi geometrici.

Gli anni Novanta si scandalizzano (ma applaudono) per lo stile sadomaso tutto pelle spille e nude look sbandierato in passerella da Naomi, Claudia Schiffer, Christy Tutlinghton e Linda Evangelista. Una rivoluzione di costume e di costumi. E’ l’era delle super topmodel che non mancano mai sulle passerelle di Versace e Versus, la linea giovane nata nel 1989.

Merito anche della classe di Donatella Versace prima musa ispiratrice, poi stilista in primo piano e oggi (dopo la morte di Gianni avvenuta a Miami nel 1997) direttore creativo.

Nel 1995 Time eleva Gianni Versace se mai ce ne fosse stato bisogno, a campione del nuovo classicismo Made in Italy dedicandogli una copertina e un elogio: “trasmette segnali d’eleganza senza dimenticare la sua nota caratteristica, l’erotismo”.

Oggi Donatella e Santo Versace sono rispettivamente la faccia creativa e quella economica di una stessa medaglia, un marchio di moda, accessori, alberghi e home couture che appassiona star internazionali come Madonna, Sting, John Bon Jovi e Courtney Love.

20 anni senza Gianni Versace

il 15 luglio 1997 si spegne a Miami uno dei più grandi creativi della storia della moda del Novecento, dopo una sparatoria che resta ancora nel mistero…

Ho sempre avuto una grande ammirazione per questo stilista e per l’impero che ha costruito sulla base dei suoi ideali nati dalla storia dell’arte stessa.

Per mia sfortuna quando ha vissuto io non ero ancora nata, ho potuto conoscerlo solo tramite interviste, filmati e celebrazioni. Ho voluto dedicare questo articolo a uno dei più grandi stilisti italiani che possiede la mia stima e ammirazione da tempo.

Inoltre la sua storia, in particolare la sua tragica fine diventerà parte di un film della nuova serie tivù HBO American Crime Story. Ma questi sono solo dettagli e gossip perché oltre il triste epilogo, la vita di Versace è uno dei capitoli più importanti e fortunati della moda italiana e dello stile internazionale.

In conclusione a questo articolo celebrativo vorrei lasciarvi una frase di Franco Zeffirelli:  «Con la morte di Versace l’Italia ed il mondo perdono lo stilista che ha liberato la moda dal conformismo, regalandole la fantasia e la creatività».

Ho volutamente scelto di pubblicare questi particolari servizi fotografici (realizzati negli anni 90′ e diretti dallo stesso Gianni Versace) perché da molto sono una mia grandissima fonte d’ispirazione, e non escludo la possibilità che possano esserlo anche per qualcuno di voi…

 

Un Saluto dal Team Pink Sheep

 

 

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