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GUCCI CRUISE 2019 | Arles

GUCCI CRUISE 2019 | Arles

 Il Sabba concepito da Alessandro Michele

GUCCI CRUISE 2019

Gucci, l’azienda di moda italiana del momento, ha presentato il 30 Maggio 2018 la collezione Cruise 2019 nella necropoli romana di Alyscamps, vicino ad Arles, in Francia.

Le Cruise sono delle collezioni intermedie tra le  pret-a-porter, inizialmente erano dedicate all’abbigliamento da vacanza ma ora stanno diventando sempre più importanti, soprattutto per le aziende di moda di lusso, che hanno l’occasione di organizzare una sfilata in più, spesso in luoghi molto scenografici per rispondere al desiderio di novità dei propri clienti.

In passato Gucci, su decisione del direttore creativo Alessandro Michele, le ha ambientate nei luoghi più impensabili, ricordiamo l’ abbazia di Westminster e tra i quadri rinascimentali della Galleria Palatina di Palazzo Pitti, in progetto era anche una sfilata attraverso le rovine del Partenone di Atene ma non ottennero mai l’autorizzazione. Per questa edizione l’eccentrico direttore artistico ha scelto un cimitero romano, immaginando le modelle sfilare tra le rovine notturne illuminate di rosso, tra sbuffi di fumo e candele, in sottofondo la composizione di musica sacra “Vespri della Beata Vergine” di Claudio Monteverdi, del 1610. Michele ha spiegato che «è un posto dove chiunque può essere qualcun altro, vedove e ragazzini che fanno le rockstar, e signore che non lo sono» e paragonato la sua sfilata a un rave in un cimitero.

Lo stile inconfondibile di Alessandro Michele si è ancora una volta confermato e apprezzato dalla critica.

Decisamente rispettata la scelta di un’ ambientazione gotica e inquietante e immancabile l’ unione di eccentricità, modernità e passato, così come il sacro e il profano. Ancora una volta compaiono nelle sue creazioni, per essere precisi ben 114 abbinamenti uomo e donna, evocazioni di personaggi di fantasia, sacri come madonne spettrali e moderne rockstar. Le creazioni hanno sfilato davanti a 400 invitati, decorate da ricami, tigri di pailettes, mantelli, vesti in velluto e  ricoperte di tulle. Modelli e Modelle acconciati tra acconciature vittoriane e rock, fra loghi SEGA e versi stampati di Dante Alighieri.

La proposta è quella di una nuova idea di bellezza individualista.

Models present creations by designer Alessandro Michele as part of his 2019 Cruise collection show for fashion house Gucci at the Roman necropolis Alyscamps in Arles, France, May 30, 2018. REUTERS/Jean-Paul Pelissier

Portare la moda in una Necropoli Romana e permetterle di essere più viva che mai.

In questo non-luogo, un posto simile al limbo estetico in cui Gucci ha rinchiuso la sua estetica degli ultimi anni, è andata in scena una delle migliori collezione Cruise del fashion system. Nessuna tendenza, come ormai ci ha abituati la maison fiorentina, al contrario ci propone un importante riflessione in abiti e accessori su quanto si possa, forse si debba, essere liberi utilizzando il repertorio più antiquato e contraddittorio, la grande tradizione del passato.

La sfilata cruise 2019 di Gucci, Alres, Francia, 30 maggio 2018 (Dan Lecca – Gucci)

Alessandro Michele ambientando una sfilata negli Alyscamps, ovvero nei “Campi Elisi” ricrea una sorta di magico sabba che mischia epoche, tradizioni, passato e sopratutto il Rock&Roll. Secondo la tradizione, il sabba è un convegno di streghe durante il quale vengono compiute pratiche magiche, orge diaboliche e riti blasfemi in presenza del demonio. Michele è enciclopedico nelle sue citazioni, riporta in vita vedove vittoriane accompagnate da adolescenti in chiave Rock&Roll anni Settanta; Un forte richiamo funebre è presente anche nell’attento uso dei materiali come i velluti tipici delle bare da morto e i broccati dei ministri funebri. Icone come Billy Idol e luoghi culto come lo Chateau Marmont (il famoso albergo delle star arrampicato sulle colline di Hollywood) richiamano invece lo stile e culto delle rockstar americane. L’eccentrico direttore artistico non si ferma con i riferimenti, inserisce le tappezzerie dei grandi artigiani francesi (il gruppo Antoinette Poisson) e i disegni delle porcellane di Richard Ginori;  Infine un tocco di classe, l’inserimento di scritte in latino o francese trovate nei luoghi culturali di Arles accompagnate dal copricapo di Frank Olive, il cappellaio matto di New York.

Tutto è mischiato come fosse un frullato di storia, o un moderno remix di epoche e stile che diventa per questo motivo post-moderno. Esattamente in questo sta il suo valore e la sua novità.

Gucci per sostenerne il patrimonio culturale inoltre ha fatto una donazione alla città di Arles, che ospita tra le altre cose un anfiteatro romano patrimonio dell’UNESCO e dall’Ottocento richiama artisti e fotografi, oggi soprattutto grazie alla Fondazione Vincent Van Gogh, che vi abitò a lungo, e al festival annuale di fotografia Rencontres d’Arles, che inizierà il 2 luglio 2018.

La sfilata inaugura anche un periodo francese per Gucci, che a settembre presenterà la prossima collezione non a Milano ma a Parigi. Dall’arrivo di Michele nel gennaio 2015, Gucci è in continua crescita, dovete sapere che l’anno scorso le vendite hanno raggiunto i 6 miliardi di euro.

GUCCI CRUISE 2019 RUNWAY

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